Mariacarmela Giordano

01/04/2021

Chi è l'inventore del CV?

Il primo CV della storia


Ancora una volta, è Leonardo da Vinci a sorprenderci.


La sua lettera a Ludovico il Moro, datata 1482, è infatti il primo esempio, assolutamente attuale, di CV e lettera di presentazione.


Il problema di Leonardo


In quel periodo, Leonardo intendeva trasferirsi a Milano, mettendo le sue doti di ingegnere, inventore e artista al servizio della casata degli Sforza.


All’epoca Leonardo non era ancora così famoso, ed entrare alla sfarzosa corte del Ducato milanese non era affatto scontato.


Così, Leonardo si trova ad affrontare lo stesso problema dei suoi pronipoti Millennials: come attirare l’attenzione di un datore di lavoro tanto prestigioso e lontano da lui, dando risalto alla sua proposta fra mille altre?


Una soluzione sempre attuale


La soluzione di Leonardo vale nel ventunesimo secolo quanto nel quindicesimo: parlare di ciò che davvero interessa al proprio lettore.


E riuscirci con poche parole, chiare ed esaustive.


Volendo fare colpo su Ludovico il Moro, impegnato in numerosi conflitti su più fronti con le potenze vicine, Leonardo punta sulla sua capacità di costruire straordinarie macchine belliche e ordigni innovativi.


La descrive in otto punti – vere e proprie competenze! – sintetici ed efficaci.


Riassume in un unico punto successivo le sue ulteriori qualità artistiche, per cui all’epoca era più noto, ma che riteneva meno importanti per il suo interlocutore.


E infine, conclude… rendendosi disponibile per una prova!


Cosa possiamo imparare da Leonardo e Ludovico


Ludovico è deciso e tempestivo nell’assicurarsi un simile talento, e Leonardo trascorre a Milano gli anni più soddisfacenti della sua vita.


Lasciando alcuni suoi posteri, alle prese con mail sconclusionate, lettere di presentazione incuranti di ortografia e sintassi, CV logorroici sempre uguali per ogni candidatura, a chiedersi come mai non ottengano risposte.


Probabilmente nessuna azienda si aspetta che i suoi candidati siano Leonardo… ma almeno, i suoi recruiter sono attenti e tempestivi quanto Ludovico?

Hanno idee altrettanto chiare sulle competenze “hard” e “soft” che servono all’azienda con urgenza?


Magari l’azienda non ha un brand illustre quanto il casato degli Sforza, non riceve missive da geni misconosciuti, né valanghe di CV dal sito aziendale.


Chi gestisce le selezioni deve comunque saper raggiungere i migliori talenti, scegliendo i canali di recruiting più corretti, e divenendo proattivo nella ricerca.


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